ANTIAGING

Recentemente e sempre più di frequente, gli odontoiatri propongono alle pazienti trattamenti di medicina estetica integrati, a completamento del loro lavoro.
Ovviamente nell’armonia globale del viso l’approccio è corretto per aumentare la soddisfazione della persone trattate.
Come affrontare l’integrazione dell’estetica del volto con l’odontoiatria? Alcuni odontoiatri si occupano in prima persona di trattamenti estetici, infiltrando loro stessi le pazienti. Questo modo di affrontare il problema ha sicuramente delle lacune; infatti può portare a limitare le soluzioni proposte o ad una gestione superficiale del trattamento per via dell’esperienza minima maturata in corsi brevi.
Altri odontoiatri allargano il loro team a specialisti in chirurgia plastica per una gestione più completa del quadro generale.
Questa strategia si rivela vincente in termini di soddisfazione del paziente in quanto ogni professionista si occupa al meglio del proprio settore di competenza.
Infatti l’odontoiatra potrà impostare il proprio lavoro al meglio ed il chirurgo plastico potrà suggerire alla paziente le migliori e più attuali strategie per migliorare eventualmente l’armonia globale del proprio volto, valorizzando quindi il risultato a livello dentale.
Le strategie di armonizzazione si basano, in primis, su trattamenti minimamente invasivi volti a ridare tono alla cute (biorivitalizzazione), a ripristinare i volumi perduti (filler) e a correggere eventuali rughe (filler o botulino a seconda della aree da trattare).
Essendo presenti nel bagaglio dello specialista in chirurgia plastica anche possibilità maggiormente invasive, in pazienti selezionati, dove la medicina estetica non darebbe le soluzioni richieste, la chirurgia estetica può essere d’aiuto…infatti per coloro che necessitano sia di miglioramento del tono che volumi, il lipofilling cioè l’utilizzo del proprio grasso,  può dare ottimi riscontri.
Sempre in un discorso globale, la blefaroplastica, la correzione del sopracciglio, il lifting cervico faciale possono entrare nel programma di riarmonizzazione del volto.
Ma non sempre si parla di chirurgia estetica, una cicatrice pregressa, un inestetismo superficiale tipo fibroma, nevo, angioma possono essere oggetto di disturbo per il paziente e, di nuovo, la chirurgia plastica può ridurne l’impaccio estetico.